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ALLA SCOPERTA DELL'ETICHETTA LEE FRY MUSIC: INTERVISTA AL PRODUTTORE E FONDATORE ROBERTO ORDE CASETTA


 

Rising Time intervista Roberto Orte Casetta fondatore e produttore dell'etichetta indipendente Lee Fry Music


Come e dove nasce Lee Fry Music? 
Lee Fry Music nasce nel 2015 dall’esigenza di racchiudere le varie situazioni in cui, dai primi anni 2000, ho provato ad esprimermi e soprattutto ad esprimere il mio ringraziamento verso la musica e verso il ruolo che ha svolto nella mia vita. Quindi è un progetto che racchiude la band in cui suono, gli appuntamenti e i concerti che organizzo, gli spettacoli teatrali di cui curo le colonne sonore e infine la produzione ‘personale’. Il tutto partito con un ‘meglio poco che niente.’ 

La produzione musicale autonoma: Qual è la tua visione? 
Per quanto mi riguarda, arrivato ormai agli ‘anta’ (ma già comunque all’inizio del progetto Lee Fry) penso possa essere la strada migliore…. Ovviamente con enormi limiti e mancanze che altre forme di produzione e di promozione possono dare, per esempio con un’etichetta alle spalle che cura i tanti dettagli di cui una release si compone… Amo prendermi responsabilità e provare a fare del mio meglio in maniera indipendente.. naturalmente ben conscio di poter arrivare solo fino a un certo punto e di commettere molti errori… ma visto anche il cambiamento del ruolo che le labels hanno avuto negli anni e le nuove opportunità che Internet puo’ dare ritengo che un buon prodotto possa farsi ascoltare anche in maniera autonoma. 

Cosa pensi del panorama musicale attuale? 
Sinceramente non nutro molto interesse rispetto alla musica italiana degli ultimi anni… In generale trovo che ci sia poca qualità ma che soprattutto si tenda a vedere un brano o ancor di piu’ un artista come un ‘prodotto’ …. Ritengo ci sia poca fantasia e una forte tendenza a cercare di ‘arrivare’ il prima possibile… andando dietro a numeri, strategie, algoritmi che spengono qualsiasi ‘romanticismo’ legato alla musica e alle emozioni che dà. Mi ritengo molto fortunato ad aver iniziato intorno alla metà degli anni ’90 dove sebbene i mezzi per farsi ascoltare e conoscere erano decisamente minori, c’era piu’ curiosità, c’erano piu’ opportunità, c’era anche la voglia di rischiare… Ad oggi personalmente non vedo piu’ queste cose… A parte qualche caso sporadico, gli artisti che escono oggi sono il risultato di massicci investimenti e di ‘direttive’ ben definite … forse anche per questo partendo dal mio status di sconosciuto in Italia come altrove, mi piace cercare di rivolgermi anche all’estero, dove ho trovato piu’ curiosità, interesse per qualcosa di originale e soprattutto ho trovato correttezza e rispetto, che significa anche solo ricevere una risposta, anche negativa, al contrario di silenzio ed ‘indifferenza editoriale’ come ho trovato da parte di tanti operatori del settore italiani. 

Parlaci del nuovo brano e della collaborazione con MadLiv 
Il 2021 sarà dedicato all’uscita di qualche singolo, First World Problems è il secondo dell’anno.. Il tutto come spesso mi accade è nato in maniera abbastanza casuale, avevo questo beat rap old school a cui ho aggiunto qualche influenza latina… Madliv, conosciuta online quasi per caso qualche mese prima, mi era sembrata l’artista piu’ adatta visto la sua abilità nell’adattare il suo flow ai beat e la sua duttilità espressiva usando sia lo spagnolo che l’inglese … Alla fine penso che proprio questo mix di due lingue sia il valore aggiunto di questo brano.

RISING TIME MAGAZINE OSPITA NOCHES MAN: QUATTRO CHIACCHIERE CON L'ARTISTA SARDO


 

1.Ciao Noches Man, piacere di averti sulle pagine di Rising Time, vuoi iniziare a raccontarci un po’ di te.  Chi sei? Da dove arrivi?
 
Salve a tutti ringrazio Rising Time per lo spazio! Nuff respect! Mi chiamo Matteo Nughes, in arte Noches Man. Ho 24 anni e vengo da un piccolo paese del sud ovest della Sardegna, nel Sulcis-Iglesiente, chiamato Fluminimaggiore. È un piccolo paese incastonato tra le montagne e a pochi passi dal mare: il perfetto compromesso, insomma. In questo periodo così delicato, ho bisogno di pensar positivo e credere che manchi sempre meno alla fine di quest’incubo. Abbiamo tutti voglia di tornare ad avere maggior equilibrio. 

2.Come è nato il tuo amore per la musica.

Il mio amore per la musica nasce sin dall’infanzia. Trascorro da sempre molto tempo con mio padre e, grazie ai viaggi in macchina con lui, ho imparato ad amare la musica; in particolare quella de “I Nomadi”. Penso che Augusto Daolio sia stato la mia prima fonte d’ispirazione, oltre ad essere un artista straordinariamente sottovalutato. Arrivato alle scuole medie, ho ascoltato quasi involontariamente un album di Alborosie dal titolo “Escape from Babylon”: da lì, fu amore “a primo ascolto”. Da quel momento, ho cercato di informarmi su Internet e ho scoperto il mondo del Reggae, che ancora oggi fa parte della mia vita ben dopo 12 anni quel colpo di fulmine. Nel buio del mio studio improvvisato tra camera e garage, ho cominciato a fare delle cover e nel 2016 ho deciso di cominciare a propormi con insistenza per fare le prime serate live. I miei compaesani hanno apprezzato sin da subito e devo ringraziarli per il sostegno che mi danno tutti i giorni, anche ora che non possiamo esibirci. Grazie al Reggae sono riuscito a girovagare per piccoli paesini della Sardegna, a fare live e contest. Un’esperienza fantastica: partire da Flumini insieme ai miei amici e, nel mio piccolo, conoscere mentre mi facevo conoscere. Ancora oggi, sento telefonicamente grandi persone che ho incontrato in questi anni: sono maestri e compagni di viaggio. Ho avuto il piacere di suonare con i grandi nomi sardi della scena reggae: Natty Sam, Sista Namely, Anthony Screwface, Islasound . Perché “Reggae music is ah Mission”, come diceva qualcuno... Nel 2018 ho cominciato a scrivere i miei primi inediti. Ogni giorno cerco di imparare, anche per la barriera linguistica che mi separa dal genere, ma è la mia passione e so che ce la farò. 

3.Parlaci del tuo ultimo album "My Declaration"
 
L'album “My declaration” ha avuto un processo di stesura piuttosto travagliato: ho cominciato nei primi mesi dello scorso lockdown e l’ho concluso a fine settembre. Contiene 13 tracce, di cui tre featuring: 2 sono rapper del mio paese, mentre uno è con Randagiu Sardu. I riddim scelti, sono stati concessi gentilmente dai producer che hanno apprezzato le mie versioni sui loro tappeti musicali. L'album è stato registrato alla Tana Records: un piccolo studio di registrazione di Fluminimaggiore. La realtà? Volevo farlo uscire prima, ma ho riscontrato diversi problemi tecnici e ho voluto sentire il parere di tutti. Per me, l’opinione dei miei amici e dei produttori è fondamentale: meglio un orecchio in più, che un orecchio in meno. Li ringrazio tantissimo, perché far uscire un album è il sogno del “me ragazzino” che si realizza. 

4.Cosa pensi della scena musicale di oggi. 

Penso che il Reggae in questi ultimi anni abbia avuto un leggero calo di ascoltatori, soprattutto in Italia. In questo momento la musica popolare è un’altra. Devo però dire che negli ultimi mesi ho notato una grande contaminazione con il rap italiano. Sono fiducioso, quindi. Poi, io sono per il “pochi ma buoni”; tutto sommato c'è ancora qualcuno che resiste e cerca di portare un bel messaggio con le proprie canzoni. Mi piace molto la scena francese, quella brasiliana e quella argentina. Anche la California “suona”, ma le migliori vibes le sento ancora dalla scena africana. La Jamaica secondo me sta perdendo un po' di terreno, ma c'è qualche big che mantiene le tradizioni del Roots Reggae. Il cambiamento, l’innovazione che sta avvenendo non è male: basti ascoltare il nuovo album di Protoje, che secondo me è una bomba. Tra gli artisti, mi piace molto Marcus Gad. Attenzione, però, ché anche in Sardegna stiamo lavorando bene. 

5.Parlaci dei tuoi progetti futuri 

Bella Domanda! Sono uno che non si ferma mai. Da Novembre 2020 sto lavorando al primo album ufficiale, insieme a un produttore sardo di nome Borkab. Per ora stiamo lavorando alla grande, abbiamo il piacere di avere tanti featuring dal tutto il mondo. Mi piacerebbe devolvere parte dei proventi in beneficienza. Ringrazio tutti e, in particolar modo, Rising Time per lo spazio. BLEESS YOU ALL!

INTERVISTA AL MUSICISTA FRANCO GIAFFREDA


 

Rising time intervista Franco Giaffreda 

1.Ciao Franco, piacere di averti sulle pagine di Rising Time, vuoi iniziare a raccontarci come è nato il tuo amore per la chitarra e per la musica. 
Ciao a tutti, piacere mio! Il mio amore per la musica è nato parecchi anni fa, nei primi anni 80, guardando dei concerti dalle prime VHS che mia sorella portava a casa. Deep Purple California Jam mi ha folgorato! Poi Elton John in Central Park, Black and Blue con Black Sabbath e Blue Oyster Cult, Van Halen del 1981 etc.. Da li sono partito, cercando di emulare i chitarristi di quelle band, facendo dei fermo immagine impossibili sulle parti più difficili ahah. Ovviamente poi è stato importante ascoltare dischi dei più disparati generi, dal Prog al Metal, dal Blues alla musica classica, scegliendo poi quello che mi appassionava di più e usandolo poi in futuro, nel mio modo di suonare. 

2.Il tuo primo approccio con l’arte e con lo strumento che suoni. Che percorso didattico hai effettuato? 
Come secondo step, ho iniziato da autodidatta a capire come si muovevano i brani, cercando di capire tonalità, scale, ritmi etc e iscrivendomi successivamente al conservatorio, dove ho approfondito grazie alla chitarra classica, tutto questo. 

3.Apologia di un destino comune” è il tuo nuovo album. Parlaci del suo sviluppo, spiegaci la scelta del titolo. 
Apologia di un destino comune è un album volutamente composto in un mese. Volevo fermare tutte le emozioni che provavo durante il primo lockdown. Stavo scrivendo dei pezzi per non annoiarmi quando ho pensato di creare questo concept su tre persone comuni chiamate “Uno fra i Nessuno”, “Uno dei tanti” e “Uno fra i pochi”. La loro vita all’inizio del 2020, le loro solite giornate con i loro pensieri, poi l’arrivo del Covid-19 con il brano “incredibile realtà” e la nuova situazione, vista sempre dai tre protagonisti, fino al triste epilogo che li accomuna. Il titolo vuole essere un messaggio, una strenua difesa della vita ad andare avanti, vivendo con forza questo destino comune che ci coinvolge tutti. 

4.Parlaci un po’ delle canzoni del disco, come sono nate, da cosa sono state ispirate? 
Dopo la prima strumentale “2020” e il brano “Controcorrente” cantato dal narratore, i tre brani successivi presentano i tre personaggi con i loro caratteri diversi. Cantano in prima persona e lo stile musicale rappresenta il loro carattere, ora Rock, ora Soft oppure più riflessivo. Nella seconda parte succede la stessa cosa, fino alla chiusura dove il cantato e’ sempre in prima persona, ma tutti e tre vivono la stessa situazione. In chiusura dell’album rientra il narratore che con il brano “Apologia di un destino comune”, fa una dedica a loro e a tutte le vittime della pandemia. 

5.Come vivi l’attuale crisi della discografia, cosa pensi di questo periodo di estremo disagio da Covid-19. Dire che è un periodo drammatico è un eufemismo. Prima della pandemia era già una situazione non bella, non parlo dei superbig della musica che hanno sempre lavorato. Parlo di quelli come me, che suonano in locali, in situazioni più piccole, in teatri o festival organizzati a fatica, le etichette indipendenti. Ora quando si tornerà alla normalità quanti riusciranno ad aprire e ripartire? Con chi collaboreremo? Noi musicisti ci mettiamo tutta la passione possibile, speriamo di trovare un aiuto da tutti gli altri. Comunque, con voi di Rising Time questa è già una bella occasione per dire “ci siamo ancora”. Quindi grazie ancora per questa intervista e continuate cosi, a dare voce a tanti musicisti che credono ancora che il mondo musicale non sia finito con le solite cose che ascoltiamo da sempre, ma che c’è ancora voglia di fare musica propria.

QUATTRO CHIACCHIERE CON L'ARTISTA SALENTINA DEBBIE, CURIOSITA' E NUOVI PROGETTI


 


Debbie si presenta alla scena reggae-soul con il primo lavoro dal titolo Fight For (Never give up), uscito l’11 agosto 2020; il 15 Settembre presenta il nuovo singolo inedito L'Amore Tou. Abbiamo avuto il piacere di poter scambiare quattro chiacchiere con l'artista: ecco di seguito una breve intervista per scoprire, curiosità e nuovi progetti. 

Chi è Deborah Quarta? 
Mi chiamo Deborah Quarta in arte Debbie, sono nata e cresciuta a Lecce. Sono una persona socievole, una persona "ca ttacca bbuttune cu tutti se dice a Lecce”, che non sta lì a guardare la posizione lavorativa, l’orientamento politico o religioso, non sono una persona con la puzza sotto il naso, nel complesso mi reputo “semplice”,  schietta e sincera. Cerco sempre di dire ciò che penso, risultando a volte un po’ cinica, ma per fortuna chi mi conosce nel profondo sa che non sono così. Sono una persona determinata, che quando si prefigge un obiettivo cerca di raggiungerlo, dico “cerca” perché è giusto essere determinati, inseguire i propri sogni,senza però perdere mai di vista i propri limiti, non mi piacciono le persone che “sanno sempre tutto e che credono possano arrivare per forza a tutto” nonostante questo, il mio motto è “vivi e lascia vivere”, quindi ognuno poi della propria vita ne fa ciò che vuole, sempre nel rispetto delle vite altrui! Non mi piace pestare i piedi a nessuno, ma non mi piace nemmeno che pestino i miei, quindi ad ognuno il suo spazio! 

Com’è nata la tua passione per il canto? 
La mia passione per il canto è nata insieme a me posso dire, ero minuscola quando con le mie sorelle in casa passavamo intere giornate a cantare, insieme a mia madre, è lei che ci ha trasmesso questo dono. 

Quando ti sei avvicinata al reggae? 
Credo al destino e credo che ogni cosa, accada per un motivo,  3 anni fa, avere incontrato Giuliano, compagno e compositore dei riddim per le mie canzoni, ne è stata la prova! Ho avuto sempre un’anima rock soul, ma sono comunque una persona curiosa e di larghe vedute, così grazie a lui, mi sono affacciata su questo mondo, che ormai fa parte della mia vita, mi sono appassionata e ho deciso di dare il mio contributo, sperando di lasciare un segno in questo ambito musicale! 

Sei tu a scrivere i testi delle tue canzoni? 
Si, ho scritto sempre dei testi, delle poesie, delle dediche, chiamiamoli come vogliamo! con la speranza che poi un giorno qualcuno li potesse ascoltare e immedesimarsi, ed eccomi qui! 

Descrivi il tuo brano in tre parole.
Amore, stima, certezza.

Prevedi di uscire con un nuovo singolo o un nuovo album? 
Certo, ho un bel pò di materiale in cantiere, presto uscirò con un nuovo singolo e verso primavera conto di uscire con un ep, ferma io non ci so stare.

RISING TIME INTERVISTA FIDO GUIDO


Nel fantastico contesto del Calabria Sound Fest, che si è tenuto al Camping San Paolo di Isola Capo Rizzuto il 20 e 21 Luglio, ho avuto l’opportunità di intervistare, per Rising Time Magazine, l’artista tarantino Fido Guido. Abbiamo chiacchierato riguardo la recente uscita del nuovo album Tarantology, uscito il 26 di giugno e che raccoglie ben 18 tracce, di cui 10 inediti e che vede la collaborazione di tantissimi produttori italiani; abbiamo parlato del presente e del passato del reggae in italia, di nuova e vecchia scuola, di cosa è cambiato e dei lati positivi e negativi di questo cambiamento. Abbiamo parlato del concetto di "Do it Yourself", di auto-produzione e della realtà musicale al sud e di Taranto nello specifico.  Tutto questo e molto altro ancora potrete trovarlo nell’intervista integrale, buona visione! 

RISING TIME INTERVISTA ALESSANDRA MARGIOTTA IN OCCASIONE DELL'USCITA DEL SUO NUOVO LIBRO

Presentiamo l’intervista video alla giornalista Neritina Alessandra Margiotta, nonché promoter musicale e curatrice del sito "Music in Black", che ci parlerà dell’uscita del suo primo libro “Ludovico Einaudi Stile ed Improvvisazione". Il libro si basa su un accurata e dettagliata analisi pianistica e compositiva del lavoro di Einaudi “La scala Concert”, prosegue, poi, con l'analisi del progetto musicale che il grande Einaudi ha intrapreso con il poli-strumentista e dj turco Mercan Dede e si conclude con in l'intervista esclusiva al compositore.

RISING TIME INTERVISTA PLATA


E' con gran piacere che presentiamo l'intervista fatta per Rising Time Magazine all'artista salentino Plata, che appena di ritorno da alcune date del tour di presentazione dell'album Nuvole, ci ha concesso questa breve chiaccherata presso il Circolo Arci Roots di Cellino S. Marco (Br)
Nell'intervista Plata ci racconta del tour in svolgimento, ci parla dell'incontro con la RedGoldGreen e la GrandeOnda di Roma e di come sia nato il disco Nuvole, dei suoi progetti futuri e del progetto BAM BAM - oramai divenuto un format - che al DopoLavoro di Brindisi vede impegnati diversi addetti nell'organizzazione di eventi dal sapore internazionale, con un certo riscontro da parte del pubblico. 

RISING TIME INTERVISTA SAM D


Due settimane fa, a Lecce, ho avuto il piacere di intervistare, per Rising Time Magazine, l'artista salentino Sam D, fresco dell'uscita del video "Una Parte di Me".
Nella breve intervista, Sam D ci racconta del suo primo album Synthomi e di chi vi ha partecipato, ci parla del nuovo video e dei suoi progetti futuri.

INTERVISTA CON KG MAN


 Ita:
Ed ecco a voi l'intervista rilasciata per Rising Time Magazine dall’artista Kg Man

Domande, risposte, curiosità sul nuovo ep "Dalla Giugla", il remix di "Shape of you", il video di "No Policeman", progetti futuri: tutto questo e molto altro ancora all'interno della video intervista condotta da Elena Lombardo
Ringraziamo l’artista per la disponibilità e vi lasciamo di seguito i link per restare sempre aggiornati: 

INTERVISTA CON JUNIOR-V


 Ita:
Con enorme piacere vi presentiamo l'intervista video fatta al giovane talento pugliese Junior-V, dove ci racconta di se', dei suoi nuovi progetti musicali per questo anno.Preparativi per un finale a sorpresa!!!

RISING TIME INTERVISTA TWENEBOA

 Ita:
Un grosso ringraziamento all'artista Tweneboa per l'opportunità concessaci con questa intervista, in cui ci parla di se, del suo album "The Answer" e dei suoi progetti futuri. 
Un doveroso ringraziamento al Circolo Arci Agorà per l'ospitalità.


CONTACTS
official site: www.tweneboa.com 
facebook page: Tweneboa Official

OUT NOW ANDY MITTOO: "BECAUSE I LOVE YOU"

"Because I Love You" nuovo video dell' artista Andy Mittoo, disponibile su ITunes e tutti i negozi digitali.

Per farvi conoscere meglio il Singer qui di seguito una breve intervista.



PARLIAMO DELLE TUE ORIGINI ARTISTICHE, QUANDO HAI INIZIATO A

INTERESSARTI ALLA MUSICA? 
Devo ringraziare mio padre che capì subito il mio interessamento alla musica, in particolare al pianoforte.
Un giorno, quando ero bambino, rimasi incantato nell'osservare un pianista intorno a Natale, e mio padre probabilmente osservava me. Passate appunto le feste mio padre venne da me e mi chiese se volevo imparare a suonare il piano, ed ovviamente risposi di si... e il mio maestro fu proprio quel pianista. E' stato proprio un bel gesto.
Riuscii poi a inserirmi in qualche gruppo locale di rock, blues e in seguito di prog, e fu proprio in quest'ultimo, la band si chiamava Poliedrica, che iniziai a portare le mie prime composizioni.
Si provava in un ambiente che era un covo di musicisti, in un forte sulle alture di Genova, la mia città.
Ero il più giovane in assoluto, e ciò mi ha giovato, in quanto mi ritrovavo sempre a suonare con gente più grande, con più esperienza musicale e le jam nascevano improvvisamente in ogni momento.
A un certo punto mi venne fatta la proposta di suonare in un gruppo reggae, Guss & The Prospectors, che non era altro che una cover band degli Israel Vibration.
Accettai immediatamente perchè non avevo mai suonato la reggae music e volevo mettermi alla prova. Dire che rimasi folgorato dalla bellezza di questo genere è riduttivo. Essendone rimasto così colpito dal reggae iniziai ad ascoltare tutto ciò che di reggae mi passava tra le mani e mi innamorai del sound degli anni '70 e di artisti come Alton Ellis, Ken Boothe, Dennis Brown, Gregory Isaac...
In seguito a questa prima formazione, divenni membro della storica reggae band genovese Skankin Time. Direi che mi sono formato totalmente grazie a loro. Iniziai a proporre le mie prime composizioni in levare, riuscendole a cantare, e il mio primo brano reggae in assoluto è stato “Fire Inside”. Con loro poi è successa una svolta.
Avendo saputo che Mr Soul of Jamaica ALTON ELLIS sarebbe venuto a Genova per fare uno show in sound system, decidemmo di proporci come backing band.... e la cosa andò in porto!!! Facemmo le prove la sera prima del concerto, e non persi l'occasione di far sentire il mio unico brano ad Alton e alla sua manager e... rimasero entusiasti!
Entrai tempo dopo nella band Mr T-Bone & The Young Lions grazie alla quale girai l'europa in un tour dopo l'altro.
Rimanendo in contatto con Alton Ellis, ricevendo il supporto e l'incoraggiamento anche da altri artisti, decisi di iniziare la mia carriera solista fondando ANDY MITTOO & THE GROOVE MAKERS, rimanendo sotto l'ala della manager Patrizia “Trish” de Rosa della Roots Rockers Promotions di Londra, la stessa di Alton Ellis, Ken Boothe, Derrick Morgan e molti altri.

TRA LE TUE ESPERIENZE E PARTECIPAZIONI, QUALI RICORDI CON
SODDISFAZIONE?
Andando in ordine di importanza direi che l'esperienza con ALTON ELLIS è stata la piu'importante e significativa per me.
In totale suonai per lui solamente due volte ma non stati quelli gli unici incontri che abbiamo avuto.
Comunque l'incontro e la serata più importante è stata quella fatta al Bornasco Reggae Festival del 2007 perchè subito dopo il concerto Alton venne da me dicendomi entusiasta “You are the new Jackie Mittoo!!! You are the new Jackie Mittoo!!!”
Mi prese poi da parte con suo figlio Christopher dicendoci di fare un brano assieme. La nostra featuring portò alla luce il brano “I'm Falling in Love Again”. Ai tempi di quel concerto non avevo ancora fondato il mio progetto artistico. Alton mi chiese anche di fargli avere un demo ma brani ancora non ne avevo a sufficienza, perciò la cosa a cui mi dedicavo ogni giorno era scrivere brani! Tramite la manager riuscii a fargli avere il mio demo e lui mi spronò a continuare e ad iniziare la mia carriera facendomi seguire dalla sua manager.
Sfortunatamente lui morì l'anno dopo e per mantenere vivo questo suo ricordo decisi di chiamarmi Andy Mittoo. Ed è lì che fondai anche la mia band The Groove Makers.
Un'altra esperienza significativa fu l'esibizione alla Brixton Academy di Londra all'inizio del 2012, grazie alla quale venne reso pubblico il rapporto lavorativo con la Roots Rockers.
In quella sala concerti immensa c'erano 5000 persone e la mia backing band fu la famosa Ruff Cutt Band.Un altra esperienza importante che fortunatamente si sta ripetendo ogni anno è l'andare in tour con il grande KEN BOOTHE.
Essere diventati ufficialmente la sua backing band in Europa è un ottimo traguardo, non solo per l'esperienza in se e ciò che lui ti può insegnare di prezioso ogni giorno, ma anche per la possibiltà di esibirmi in palchi prestigiosi.
Non dimenticherò mai il supporto spontaneo di DAVE BARKER nel voler comparire come ospite in un mio live a Londra e quello di Sir DAVID RODIGAN per avermi trasmesso più volte nel suo programma alla BBC.

PARLACI DELLE TUE ULTIME PRODUZIONI, PROGETTI PER IL FUTURO...
Ho un solo disco in attivo attualmente che si chiama ON MY WAY, un titolo scelto proprio per decretare l'inizio della mia carriera.
Delle ultime produzioni sono uscite grazie alla collaborazione con produttori inglesi come Deenie FireElement per il brano “Magnificent”, e Chris Peckings per il brano “When The Sun Rise”. Non sono mancate anche delle produzioni dall'Italia e voglio segnalare il brano “Vicino a te” con la Rising Time e il brano “Solid Rock” prodotto da Andrea Bottaro.
Nell'immediato futuro uscirà il mio primo e unico album reggae totalmente in lingua italiana, precisamente il 22 aprile, dal titolo RUMORE CLANDESTINO prodotto dall'etichetta Riserva Sonora.
Mi ritengo più che soddisfatto del lavoro svolto per quest'album per le varie tematiche affrontate che variano dalla canzone d'amore a quella sociale e per le varie sonorità che spaziano dal reggae roots allo ska e a qualcosa di più leggero.
In un futuro più lontanto c'è in programma il secondo album in inglese sempre con la Roots Rockers . Attualmente è uscitò il brano “Because I Love You” che ne è un assaggio.
Il percorso di questo nuovo album mi porterà in Jamaica per lavorare con il leggendario
produttore Bunny Striker Lee nel suo nuovo studio.Il link con questo personaggio è scattato quando fui invitato ad esibirmi al suo compleanno insieme a moltissimi altri artisti al Jazz Cafè di Londra.


INTERVIEW TO THE ARTIST TWENEBOA

 ENG:We would like to thank you for your availability.

1. Tell us about your musical experience, your path and how did you approach to music world.
1. Music to me has always been the most gratifying thing in all my life, I have always felt it in my natural and personal way. I approached to music starting from melodica, passing through piano and guitar and then also  bass. I  wrote my first lyrics when i was 14 and i heard reggae music from the very first time something changed in me, it became an essential part, a one way trip, leading me into the black music.
2. Why did you chose Tweneboa as your artist's name
2. The journey to Africa has been my biggest desire as a spiritual quest and as a personal experience. In 2008 I had the chance to go to Ghana since I have a friend there, where he lives life is tied to the cocoa plantations and to the construction of traditional percussions with Tweneboa logs, Tweneboa is a tree and it's known as the drum tree. This experience really marked my path, so I decided that the sound of that tree would have been my own vibration, my artist name.
3. In your opinion, how much does the lyric count in comparison to the music
3. Music is an expression of our souls, it leads to our higher level and most of all it is a simple way to communicate sincere and deep messages positive vibes and hopes, it can open your eyes. Music and lyrics merge in the best of the cases to only one thing.
4. Which one is your most satisfactory musical experience
4. The featuring are for me real nourishment for my musical grow. Mixing sounds and influences the results are unique blast. When your are stuck on yourself it is easy to fall in the routine and repeat yourself or even run out of ideas and inspiration. Singing for the opening of the Alborosie's venue, has been something really strong, something that still vibes inside my body.
5. How was the name "the answer" born
5. My album, the Answer, is exactly the answer to the several and different questions which people use to ask me in the last few years, or which life or myself had and still have to deal with. Music is and has been always the right answer to everything and most of all to these kind of questions. It's a n album which has born as a starting point. The begin of an evolution for my career and for my individuality.
6. Tell us about your future projects
sbevo_728x90.jpg  ITA:Intanto grazie per la disponibilita'. 
1Parlaci della tua storia musicale, il tuo percorso e come ti sei avvicinato alla musica.
1La musica è sempre stata fin da piccolissimo la cosa più gratificante della mia vita, vissuta in modo molto naturale e personale. Ho cominciato ad avvicinarmi alla musica con la melodica, passando poi al pianoforte, alla chitarra fino al basso. Ho iniziato a comporre le prime canzoni a 14 anni accompagnandomi con la chitarra. La scoperta della musica Reggae è stata forviante, con il passare del tempo è diventata parte di me stesso un viaggio senza ritorno, che mi ha aperto le porte a tutta la musica Black.. 
2Come  nasce il nome TWENEBOA
2Il viaggio in Africa era un mio grande desiderio come ricerca spirituale e come esperienza personale. Nel 2008 ebbi la possibilità di andare in ghana a trovare un amico in un villaggio rurale dove la vita è legata alla raccolta del cacao e alla costruzione di percussioni tradizionali intagliate direttamente dal tronco di un albero dal nome Tweneboa (tciniboa)che vuol dire letteralmente Albero-Tamburo.Quell’esperienza segnò profondamente il mio percorso tanto che decisi che il suono di quell’albero, quella vibrazione, sarebbe diventato il mio nome d’arte.
3Quanto conta per te il testo di una canzone rispetto alla musica?
3La musica è espressione dell’anima che ci mette in comunicazione con la parte più elevata di noi stessi ma è anche è soprattutto verità ecco perché i messaggi devono essere sinceri e profondi, devono diffondere positività e speranza ma anche aprire gli occhi della gente. La musica e le parole nel migliore dei casi si fondono e diventano cosa sola.
4Tra le tue esperienze e partecipazioni, quali ricordi con soddisfazione?
4 Le collaborazioni sono per me nutrimento fondamentale per la mia crescita musicale.
Mescolando i suoni e le influenze si creano delle alchimie uniche.. rimanendo chiusi e concentrati su noi stessi invece è molto facile ripetersi, esaurire le idee e rimanere a corto di ispirazione.

Cantare per primo sul palco dove alborosie avrebbe cantato di li a poco mi ha lasciato una carica che ancora adesso vibra dentro di me.
5Come nasce "the answer"
5The Answer è la risposta a molte domande che la gente mi ha posto come negli ultimi anni, che la vita mi ha messo difronte e che io stesso mi sono fatto. A tutti questi interrogativi la mia risposta più importante ètata ed è Musica. E’ un lavoro che nasce come punto di partenza. Il punto di partenza che guarda l’orizzonte, per la mia evoluzione come individuo e come cantante.
6I tuoi progetti futuri
6Il mio obiettivo adesso è portare in giro per l’italia e per l’europa, fare conoscere il mio sound e far girare la mia musica senza limiti imposti. 

STALLOMAN FEAT. MARK WONDER: THE KEYS OF PROGRESS

The Keys of Progress è il nuovo singolo del giovanissimo Stalloman, singer pugliese che
in questo brano ha avuto l'onore di collaborare con uno dei big della musica reggae giamaicana, ovvero the Dragon Slayer Mark Wonder.

Questo singolo rientra nel progetto "From Jamaica to Italy" cioè una serie di collaborazioni a distanza tra Giamaica e Italia,  registrate al Four Walls Studio di Giovinazzo (BA).
La Tune è disponibile su tutti i digital stores ed anche su vinile (7" + dub version) prodotto dalla Marrow Records.

Noi, incuriositi, siamo riusciti ad ottenere una brevissima intervista che riportiamo di seguito.

Ciao Vincenzo, quanti anni hai e come ti sei avvicinato al reggae come singer?
"Ho 16 anni e sono di Giovinazzo,Bari. Ho cominciato ad ascoltare questa musica all'età di 10 anni e,intraprendendo gli studi di chitarra e basso, mi sono sempre di più avvicinato a questo genere musicale scoprendo la mia voce e la mia capacità di scrivere musica e testi."

Dai tuoi brani incisi traspare una tua vicinanza alle dottrine rastafariane. 
"Si, il singolo The Keys of Progress è tratto da alcuni discorsi e insegnamenti di Sua Maestà Hailè Selassie I. In effetti, questa filosofia di vita, spiritualità e rapporto con Dio mi danno sempre l'ispirazione massima per continuare a produrre musica ed inseguire il mio sogno."

Progetti per il futuro?
"Si e parecchi! Io sono anche il cantante e chitarrista del gruppo reggae pugliese Speriamo che Reggae; abbiamo appena cominciato a lavorare per il nostro nuovo album che registreremo a breve al Four Walls studio di Giovinazzo. Inoltre continuerò il progetto From Jamaica to Italy con altre produzioni con altri artisti reggae Giamaicani."

Disponibile su itunes:
https://itunes.apple.com/…/keys-progress-feat.…/id971374066…
Google store: 
https://play.google.com/store/music/album…
Cd baby:
http://cdbaby.com/cd/stalloman
Amazon:
http://www.amazon.it/gp/aw/d/B00U19RJZO/ref=mp_s_a_1_1…













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