REQUIEM: CLAVER GOLD FA DA CICERONE PER UN VIAGGIO NEI SUOI STESSI MEANDRI - Rising Time

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REQUIEM: CLAVER GOLD FA DA CICERONE PER UN VIAGGIO NEI SUOI STESSI MEANDRI


Requiem è un sostantivo che deriva dal latino e che sta ad indicare la più celebre e comune preghiera per i defunti, un epitaffio per intenderci, dal 30 novembre però è anche qualcos'altro. Infatti da tale data, Requiem può essere associato a quello che a mio parere è uno degli album rap italiani degli ultimi 10 anni, venuto fuori da uno dei più grandi della scena rap italiana, Claver Gold. Un titolo del genere ad un album non viene dato certo per gioco e, infatti, non è questo il caso. L'album è un viaggio introspettivo attraverso le paure, "i mostri", le paranoie, vecchi ricordi malinconici e rimpianti dell'artista che ha deciso di aprirsi completamente sulla strumentale e parlare del suo io più anteriore a chiunque avesse voluto dare un ascolto. Qual'è stato il risultato di tutto questo? Testi talmente spessi ed importanti da far invidia ai grandi cantautori del passato che han fatto la storia della musica e tracce talmente belle da accontentare i gusti di chiunque ci entri in contatto, dal ragazzino di 12 anni al 50enne che lo ascolta mentre si reca a lavoro al mattino. In questo album Claver Gold vanta grandi collaborazioni come quella col buon vecchio Rancore in "Il meglio di me", con E-Green in "Un motivo", con Murubutu per l'intro, in più troviamo Fabri Fibra, Davide Shorty, Stephkill, Lord Bean, Dj T-Robb, Ghemon e TMHH. Consiglio vivamente l'ascolto a chiunque ama il rap e non, a chiunque ami la buona musica in generale. Nel frattempo vi lascio il link di "Il meglio di me", unico estratto con video. Buon ascolto. 

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